Fermo amministrativo: cos’è e cosa fare per risolvere il problema

Il fermo amministrativo è un provvedimento che limita l’utilizzo di un veicolo a seguito del mancato pagamento di determinati debiti. L’iscrizione viene annotata al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e può riguardare auto, moto, veicoli commerciali e altri mezzi registrati. Chi può iscrivere un fermo amministrativo Il fermo amministrativo può essere disposto da diversi enti creditori. Tra i più comuni troviamo l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma anche concessionari locali della riscossione, società incaricate della gestione dei tributi come Gefil e numerosi Comuni italiani. I debiti che possono portare all’iscrizione del fermo sono vari. Alcuni esempi sono: Come verificare la presenza di un fermo Spesso il proprietario scopre l’esistenza del fermo amministrativo soltanto quando tenta di vendere il veicolo o di effettuare una pratica automobilistica. Per evitare sorprese è possibile richiedere una visura al PRA, che consente di verificare la presenza di eventuali vincoli o gravami. Cosa fare se il veicolo è sottoposto a fermo In caso di fermo amministrativo è importante individuare l’ente che ha emesso il provvedimento e verificare l’importo dovuto. Nella maggior parte dei casi sarà possibile procedere al pagamento del debito oppure richiedere una rateizzazione secondo le modalità previste dall’ente creditore. Una volta regolarizzata la posizione, si potrà avviare la procedura necessaria per ottenere la cancellazione del fermo. Il supporto di un’agenzia specializzata Gestire le pratiche relative a un fermo amministrativo può richiedere tempo e attenzione. Un’agenzia di pratiche auto può assistere il cliente nelle verifiche preliminari, nell’individuazione dell’ente creditore, nella raccolta della documentazione necessaria e nelle procedure successive alla regolarizzazione del debito. Conclusioni Il fermo amministrativo rappresenta un ostacolo importante per chi utilizza o intende vendere il proprio veicolo. Verificare tempestivamente la propria situazione e affidarsi a professionisti del settore permette di affrontare correttamente la procedura e ridurre i tempi necessari per la risoluzione del problema. Hai dubbi sulla presenza di un fermo amministrativo? Contattaci per una verifica presso il PRA e per assistenza nelle pratiche di cancellazione.
Monopattini elettrici 2026: tutte le nuove regole da conoscere per circolare in regola

Negli ultimi anni i monopattini elettrici hanno rivoluzionato la mobilità urbana, diventando uno dei mezzi più utilizzati per gli spostamenti quotidiani. Tuttavia, il forte incremento della loro diffusione ha portato il legislatore a introdurre nuove norme volte a migliorare la sicurezza stradale e a rendere più chiara l’identificazione dei veicoli e dei conducenti. Nel 2026 sono entrate in vigore importanti novità che tutti i possessori di monopattini elettrici devono conoscere per evitare sanzioni e circolare nel pieno rispetto della legge. Casco obbligatorio per tutti Una delle modifiche più significative riguarda l’obbligo di indossare il casco. Se in passato l’obbligo era limitato ai conducenti minorenni, oggi il casco è obbligatorio per tutti gli utilizzatori, senza distinzione di età. Il casco deve essere omologato e correttamente allacciato durante la guida. La mancata osservanza di questa disposizione può comportare sanzioni e rappresenta un rischio concreto per la sicurezza personale. Contrassegno identificativo obbligatorio Dal 2026 è stato introdotto l’obbligo del contrassegno identificativo, spesso definito impropriamente “targhino”. Il contrassegno consente alle autorità di identificare il veicolo in caso di controlli, infrazioni o incidenti. Deve essere applicato in modo visibile e seguire le modalità stabilite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’introduzione di questo sistema rappresenta un passo importante verso una maggiore tracciabilità dei monopattini elettrici che circolano sulle strade italiane. Assicurazione RC obbligatoria Tra le novità più rilevanti del 2026 troviamo l’obbligo di stipulare una polizza di Responsabilità Civile (RC). L’assicurazione copre i danni eventualmente causati a terzi durante la circolazione e diventa un requisito indispensabile per l’utilizzo del monopattino su strade e aree pubbliche. Chi circola senza copertura assicurativa rischia pesanti sanzioni amministrative e ulteriori conseguenze in caso di incidente. Limiti di velocità e regole di circolazione Restano confermate alcune regole già previste dalla normativa precedente. I monopattini elettrici possono circolare: sulle strade urbane dove il limite di velocità non supera i 50 km/h; sulle piste ciclabili; nelle aree consentite dai regolamenti comunali. Rimangono invece vietati: la circolazione sui marciapiedi; il trasporto di passeggeri; il traino di altri veicoli; l’utilizzo di monopattini modificati per superare i limiti di velocità consentiti. La curezza. Nelle ore notturne o in condizioni di scarsa visibilità il monopattino deve essere dotato di luci anteriori e posteriori perfettamente funzionanti. È inoltre fondamentale che il veicolo disponga di sistemi frenanti efficienti e di tutti i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Quali sono le sanzioni? Le sanzioni possono variare in base alla violazione commessa. Tra le più frequenti troviamo: Oltre alle multe, in alcuni casi possono essere previste ulteriori misure amministrative a carico del conducente. Conclusioni Le nuove regole introdotte nel 2026 hanno l’obiettivo di rendere la circolazione dei monopattini elettrici più sicura e responsabile per tutti gli utenti della strada. Per chi possiede un monopattino è fondamentale verificare di essere in regola con tutti gli obblighi previsti dalla normativa: casco, contrassegno identificativo, assicurazione e rispetto delle norme di circolazione.La nostra agenzia è a disposizione per fornire informazioni aggiornate e assistenza nelle pratiche amministrative legate ai nuovi adempimenti previsti dalla legge, aiutando cittadini e professionisti a muoversi sempre in piena regolarità.